ARMILLARIA MELLEA

13 Gennaio 2019 by - Funghi Basidiomiceti

Denominazione:ARMILLARIA MELLEA Karst 1881    
Genere e specie:Armillaria mellea
Classe:Basidiomiceti
Ordine:Agaricales
Famiglia:Tricholomataceae
Nomi italiani:Chiodino, Famigliola buona. 
Cappello:3(4-8)15 cm; colori variabilissimi in base alla specie di essenza arborea che lo ospita: giallo-miele, bruno, bruno-fulvo, bruno-rossastro, bruno-nerastro, olivastro e grigio-verdastro. Prima convesso, poi campanulato e quindi piano con umbone ottuso; cosparso da numerosi granuli o squame bruno-nerastri che tendono a scomparire nell’adulto.
Imenio:costituito da lamelle biancastre o bianco-crema, con macchie brunastre da adulto, fitte e adnate-decorrenti.
Gambo:fino a 15×2 cm; solitamente più chiaro del cappello, giallastro al centro e brunastro alla  base, dove sono cespitosi e più legnosi. Cilindrico o leggermente clavato e spesso incurvato. Anello ben sviluppato e membranoso. +/- concolore al cappello.
Carne:biancastra, con odore fungino nel giovane, odore spermatico nell’adulto, con sapore acidulo.
Habitat: cresce su legno di latifoglie ma anche di aghifoglie (Cedrus sp.), molto cespitoso alla base di tronchi vivi o marcescenti, ceppaie e radici interrate. Spesso la base dei tronchi si possono estendere per quasi 360° della circonferenza e fino a cinque classi di età del loro sviluppo. Molto diffuso nella nostra regione.
Altitudine:da 0 a 1300 m s.l.m.
Periodo crescita:estate – autunno.
Caratteri distintivi:il Genere Armillaria comprende cinque specie munite di anello (A. mellea, A. gallica, A. ostoyae, A. cepistipes e Armillaria borealis), e tra esse A. mellea si distingue per crescita molto cespitosa e abbondante su legno di latifoglie.
Commestibilità:Buono, dopo bollitura di almeno 30’, poichè termolabile come tutte le specie congeneri munite di anello; le specie senza anello sono tre: A. tabescens, A. ectypa (Danimarca e Finlandia) e A. borealis (Bulgaria).